Route 66 Arizona – Itinerario (2/2) Williams – Topock 300 km

Pubblicato il Pubblicato in Arizona, Ovest U.S.A., Route 66, Route 66 Arizona, Stati Uniti, Ultimi articoli

 

Il tratto completo della Route 66 nello Stato dell’Arizona da Lupton a Topock

 

Tappa 2 di 2
Williams – Topock
10 luoghi che hanno fatto la storia della Mother road
5 ristoranti e 5 attrazioni imperdibili
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La strada tra un’attrazione e l’altra non è sempre la “Historic Route 66”, è solo indicativa.

 

 

Cruiser’s Route 66 Cafe – Williams
Tappa immancabile per un viaggio on the road. Si puo mangiare, bere e comprare qualche souvenir nello spazio adiacente. C’è di tutto: targhe, magliette, biro e tanto altro.
Da non perdersi il loro bagno… è pazzesco!

   

 

 

Delgadillos Snow Cap – Seligman
Storico ristorante lungo la vera Route 66 di Juan Delgadillo costruito nel 1953, che per lo più è stato ricavato dal legname di scarto preso dal vicino cantiere della Santa Fe railway. Per attirare l’attenzione sul ristorante, Delgadillo ha tagliato il tetto di un coupé Chevrolet del 1936 , adornando l’automobile con vernice, corna e vari emblemi automobilistici e persino un albero di Natale artificiale nella parte posteriore dell’auto.
Il locale presenta ancora le famose scritte “cheeseburger con formaggio”, “pollo morto” e “ci dispiace, siamo aperti”, segni evidenti dell’umorismo della famiglia Delgadillo. Oppure come le 2 maniglie sulla porta, quella a destra finta e quella a sinistra vera.

   

 

 

Historic Seligman Sundries – Seligman
Altro storico ristorante del “Seligman Commercial Historic District”. Pubblicizzato come il paese di “Cars” (il cartone della Pixar). Sul ciglio della strada sono parcheggiate molte delle auto del cartone.
Questo è forse il locale più caratteristico, gift shop all’interno e un titolare molto gentile con cui si può chiacchierare tranquillamente.

   

 

 

Frontier Motel & Cafe – Peach Springs
The Frontier Motel and Cafe ha aperto negli anni ’50 per soddisfare il boom del traffico della Route 66.

 

 

 

Keepers of the Wild Nature Park – Valentine
Keepers of the Wild è un santuario di animali esotici senza scopo di lucro. Fondata da Jonathan Kraft nel 1995. Attualmente ospita oltre 140 animali tra cui un orso grizzly, un giaguaro, tigri, leopardi, coguari, primati, wallaby, lupi, rettili  e uccelli.

   

 

 

Hackberry General Store – Hackberry
uesta era una città mineraria, ma tra il 1920 e il 1921 le attività cessarono, complici alcuni contenziosi fra i proprietari e un allagamento causato da una sorgente d’acqua sotterranea. La chiusura della miniera ha segnato un punto di svolta negativo per la cittadina, che si è presto svuotata di gran parte dei suoi abitanti diventando quasi una città fantasma. Oggi conta 68 abitanti.
Nel 1992 l’artista Bob Waldmire ha recuperato un vecchio edificio, creando l’Hackberry General Store sul percorso della Historic Route 66. Tappa imperdibile se si passa da queste parti.

 

 

 

“Welcome to Kingman” sign – Kingman
Una vecchia insegna “Welcome to Kingman” su una torre dell’acqua indica che sei sulla strada giusta.

 

 

 

Mr D’z Route 66 Diner – Kingman
E’ stato costruito sopra all’ex Kingman Café e la Kimo Shell Station, inaugurata nel 1939. La famiglia Dunton ha acquistato la vecchia stazione di servizio e la caffetteria negli anni ’80, l’ha svuotata, rimodellata e trasformata nel D’z Route 66 Diner.
Questo è un ristorante di vecchio stampo anni 80, serve piatti tradizionali, ed è meglio conosciuto per la sua birra alla radice fatta in casa, per la sua pizza e per i suoi frappè. Il ristorante è pieno di cimeli della Route 66.

   

 

 

Sitgreaves Pass (1.086 metri) – Oatman
Qui la Route 66 prende il nome di “Bloody 66” e il motivo diventa lampante appena iniziate a inerpicarvi su questo passo. Strada stretta, curve a gomito, nessun parapetto e lo strapiombo al lato della macchina. Ma soprattutto fate attenzione agli asinelli che passeggiano tranquillamente sulla strada, perchè sono i discendenti di quelli che hanno lavorato nelle miniere d’oro della zona molti decenni fa

   

 

 

Olive Oatman Restaurant & Saloon – Oatman
Prende il nome da Olive Oatman stessa, che nel 1851 quando aveva 14 anni, fu rapita da una tribù di nativi americani dopo un attacco alla sua famiglia, che poi la cedettero ai mohaves, che vivevano da queste parti, sino a che fu liberata e ritrovò suo fratello, unico sopravvissuto della famiglia. Questa donna all’epoca era una celebrità perché tutti gli americani conoscevano la sua storia. Olive è anche famosa per essere stata la prima donna bianca tatuata della storia, Questo ristorante, vive di storia e leggende, serve piatti tradizionali per coloro che sono venuti in cerca di un gusto per il selvaggio west.

   

 

 

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